MILO SU MARTE

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(Mars Need Moms - 2011)
(lungometraggio d'animazione)

Regia di: Simon Wells
Sceneggiatura di: Simon Wells, Wendy Wells

Prodotto da: Steven J. Boyd, Jack Rapke, Steve Starkey, Robert Zemeckis
Produzione: ImageMovers, Walt Disney Productions
Animazioni: ImageMovers

Edizione Italiana: Walt Disney Studios Motion Pictures Italia

USCITA ITALIANA: 1 GIUGNO 2011

L'ultima opera degli studios di Robert Zemeckis è un misto tra commedia e fantascienza pronto ad esaltare gli esperimenti di motion capture (o meglio, performance capture) del team del noto regista e produttore. E a capo di quest'opera non potevano non piazzare un nome noto: Simon Wells, pronipote del grande H.G. Welles, che torna a lavorare ad un lungometraggio d'animazione dopo le esperienze di "Fievel Conquista il West" (1991), "Balto" (1995) e "Il principe d'Egitto" (1998).

La storia ha per protagonista quel Milo di cui si parla nel titolo. Si tratta di un ragazzino che deve sottostare alle regole che la madre gli impone e che lui mal volentieri si trova a seguire. Ma un giorno, dopo uno dei classici litigi, quanto Milo svegliato in piena notte scopre che la madre è stata rapita da alcuni esseri alieni si precipita a salvarla e nel tentativo rimane intrappolato nell'astronave che farà ritorno sul pianeta rosso. Qui Milo incontrerà un altro essere umano con cui dovrà escogitare il modo di salvare la madre dai piani del perfido capo degli alieni, non senza trovare un aiuto tra gli abitanti del pianeta rosso.

La storia che Wells e consorte scrivono è rivolta ad un pubblico molto giovane, alle prese con i classici problemi adolescenziali di rivolta contro regole e dettami imposte dagli adulti. Un tema che certamente farà poca presa su un pubblico più adulto, fattore da non trascurare nemmeno in queste produzioni. La storia è alquanto semplice e lineare, con gli eventi che si susseguono un po troppo velocemente uno dopo l'altro, senza dare eccessivo respiro allo spettatore. Un titolo che vuole esaltare la mimica dei personaggi, meno di una dozzina i principali, come traino alla storia. Ma un traguardo conquistato solo in parte.

La realizzazione è tutta a carico degli studios e della tecnologia voluta da Zemeckis. Un progetto di grandi proporzioni costato 150 milioni di dollari visto il lavoro occorso sia nei teatri di posa, in cui sono stati catturati i movimenti degli attori, e in post-produzione per realizzare le animazioni vere e proprie (un esempio di quanto fatto si trova tra i titoli di coda). Un connubio di tecnologie che ancora non convince affatto, persino macchinoso ed eccessivo in certi momenti. Un prodotto che, misto alla storia che non riesce a fare molto appiglio, è risultato un pessimo investimento per gli studios; un tonfo sia in casa che nei box-office internazionali.

Il reparto grafico segna punti a favore della produzione ma anche contro. Le animazioni, come già accennato, sono il risultato di riprese con avanzate camere sia ambientali che facciali e relativi software pronti ad elaborare il tutto, ma con un risultato spesso sotto la media stessa dei lavori in precedenza realizzati dagli studios. I personaggi sono ben caratterizzati ma a volte si ha la sensazione che compiano più movimenti di quanti ne siano necessari, una mimica eccessiva. Qualche passo in avanti per quanto riguarda le espressioni facciali, finalmente meno piatte del previsto, almeno per i personaggi principali (mamma esclusa, sicuramente uno dei personaggi che convince meno). Il punto a favore è quello segnato invece dal reparto degli effetti speciali. Convincono effetti luce, fumo, liquidi e particellari vari.

A conti fatti "Milo Su Marte" racconta una storia che anche se non in versione animata sono sicuro avrebbe incassato poco. Una produzione alquanto travagliata che farà ricredere gli studios di Topolino, qui presenti come distributore, che hanno poco creduto nel progetto e portato dunque un valore negativo alla produzione. Una storia che porta un messaggio che vuole essere d'esempio, con qualche fattore (la fantascienza) capace di attirare l'attenzione, che magari farà felici i più piccoli ma che poco potrà contare su un pubblico più adulto, a cui sono dedicate alcune gags ma mai incisive fino in fondo.





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